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Finché un giorno in una qualche elezione comunale fui candidato consigliere e dovetti rinunciare per incompatibilità. Ovviamente non fui eletto e perciò in quell’occasione persi quel mio piccolo “privilegio di casta”, forse l’unica carica ufficiale, e oltretutto piacevole, di cui nella mia lunga carriera ho goduto. Poi ritornai a fare il presidente di saggio, ma stavolta in un seggio del centro, dove i votanti non erano più un centinaio ma circa 900, gli scrutatori più stanchi e quindi meno comunicativi, il panorama dalle finestre non era più lo stesso, non c’erano pause pluriorarie e così riuscii a dimettermi da quest’obbligo pur con qualche resistenza, ma, non fu facile perché non bastava che dichiarassi la mia indisponibilità. Evidentemente un presidente esperto e affidabile era considerata allora una merce da non perdere.

 Ma (e questo stato una esperienza un po' triste) nella mia funzione in quel lungo periodo ho visto, anno per anno, lo spegnersi della frazione. Nel mio primo incarico nella frazione c’erano le scuole elementari, il parroco risiedeva nella canonica accanto alla chiesa, c’era il bar, la trattoria, il negozio di generi alimentari, il telefono pubblico.   

A mano a mano che si susseguivano le elezioni, dapprima furono chiuse le scuole elementari e il numero sempre minore di bambini trasportati nella scuola di Valdagno, poi il parroco, don Gilberto, molto amato, improvvisamente deceduto, non fu sostituito, il numero degli elettori di volta in volta, decresceva; nell'ultima elezione nella quale svolsi lì il mio incarico ricordo che il loro numero non superava i 120.

 Successivamente venne chiuso il negozio alimentari, la trattoria, il bar, per ultimo il telefono pubblico per cui noi del seggio dovevamo andare a comunicare i dati richiesti nel corso delle votazioni in casa dello scrutatore.  La frazione si stava spegnendo rimanendo solo per lo più gli anziani, che ancora raccoglievano il fieno mantenendo qualche mucca. Quando lasciai l’incarico la frazione era rimasta per lo più zona per cacciatori e, d’estate, accoglieva qualche campo Grest.