La gente per abitudine veniva a votare a ore fisse, di solito dopo la messa della domenica mattina o nel tardo pomeriggio, per cui esisteva la possibilità di potersi dedicare per molte ore alla contemplazione.
Nel pomeriggio arrivava di passaggio qualche ragazza a simpatizzare con il militare di servizio e i bambini della frazione mettevano dentro la testa per vedere che cosa si faceva lì. Insomma il seggio non aveva nulla di austero e istituzionale, anche se si rispettavano rigorosamente le regole. Insomma, diciamo che c'era un clima molto rilassante e familiare. I risultati del voto erano ampiamente prevedibili compresa la solita scritta “anti casta” sulla scheda elettorale, con la stessa scrittura e che non mancava mai, contenente una fetta di salame: ”Magnè anca questa”.
Anche gli scrutatori erano personaggi storici al seggio: Silvano, che era poi quasi il capo-frazione e conosceva tutti per cui sapeva quanti elettori dovevano ancora presentarsi, e la moglie Lucia. Lei, al lunedì in tarda mattinata (si votava fino alle 14) dopo aver accertato che avessero votato tutti (in frazione la gente votava tutta perché i voti mancanti erano di persone all’estero o impedite), lasciava il seggio e andava a preparare il pranzo (pastasciutta, formaggio soppressa) che si faceva rigorosamente al seggio... Sarà ancora così? O forse il seggio è stato abolito per la scarsità dei votanti? Così si votava a Cerealto e volete che non mi affezionassi!