Un ritorno a casa?
“La vita è un viaggio”. Chi l’ha detto? Almeno una volta tutti. Un viaggio senza ritorno? Grande domanda! In qualche annuncio pubblico della morte di una persona cara si scrive (o si dice): “è ritornato alla casa del Padre”. Bella espressione in alternativa con la più frequente citazione dal Vangelo: “E giunta la sera, Gesù disse passiamo all’altra sponda”. Ci crediamo? Mah!
La figura che può raccordarsi con questa espressione è quella del Pellegrino, una figura che ci appare legata al medioevo anche se oggi, traendo ispirazione dal primo grande “Camino di Santiago” (Canterbury-Compostela), si scoprono innumerevoli “Caminos”, non solo verso i grandi centri religiosi ma anche luoghi resi celebri da santi, avvenimenti miracolosi. Insomma il Pellegrinaggio va di moda?
Il vero “Camino” rappresenta una metafora della vita, una prova continua, non solo a livello fisico, ma anche a livello psicologico.
Il continuo cambiamento del paesaggio segna le tante tappe e sorprese della vita che richiede continui cambiamenti di prospettiva.
Trovo tutto questo nel salmo della Bibbia che io amo di più, il 122, che forse indica il vero ultimo ritorno. È cantato il grande ritorno del pellegrino (“via-andante” della vita):
Mi rallegrai quando mi dissero/
Andremo alla casa del Signore /
E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme!
Ogni cammino viene accompagnato da un augurio alla partenza. Proprio gli ultimi versi dello stesso salmo sono il vero augurio di “buon cammino” come si augurano gli scout quando si lasciano dopo una avventura di vita insieme:
Domandate pace per Gerusalemme:
sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura,
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.
Che ad ogni viaggio ci sia sempre un ritorno in pace. Questo è l’augurio che "mi" faccio e che faccio a chiunque casualmente leggerà queste righe.
13/08/2026
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