Diversamente, come ricordava Hannah Arendt nel suo testo fondamentale, "La banalità del male", l’assenza di pensiero critico che ha sottratto responsabilità al decidere umano, è diventata parte di un ingranaggio che ha portato alla massima disumanizzazione: Eichmann non era un mostro assetato di sangue, ma un mediocre e zelante funzionario, che si considerava un semplice esecutore di ordini nell’assoluto rispetto della legge. Quindi l’agire meccanico, acritico, deresponsabilizzato, tipico dell’AI, lasciato indisturbatamente proliferare, rischia di generare mostri.
Nell’era dell’AI giocheranno un ruolo da protagonisti i digital twin, cioè la riproduzione virtuale, dinamica e precisa di un oggetto, di un sistema e persino di una persona fisica. Questa copia digitale diventerà il punto di partenza per lo sviluppo di una serie infinita di servizi di education; in futuro non si manderanno più alle aziende i curriculum vitae da sottoporre per una assunzione, ma si invierà il proprio digital twin a negoziare posto, attività e stipendio. Nell’ambito scolastico potrà essere il digital twin a sostenere gli esami, riducendo l’ansia da stress da esame, ma creando al contempo lo stress da sapere.
Di fronte a tutto questo è fondamentale ed urgente individuare un punto di equilibrio tra etica e tecnologia affinché il pensiero critico proprio dell’Uomo riesca a mantenere la sua prevalenza sull’incombente rischio di venire divorati dal pensiero acritico proprio dell’AI.