di Antonio Boscato
Di là (informa il telescopio Hubble) ci attendono (?) 2000 miliardi di galassie con 2000 miliardi di stelle ciascuna e noi, non potendo star lì a contarle, prendiamo questi numeri per buoni. Un solo infinito che si espande? Ultime notizie dalla scienza: “no, ci sono altri presunti infiniti, repliche del nostro, insomma il Multiverso…”. E intanto questo nostro Universo è in progressiva accelerazione ed espansione... Per andare dove?
Vi gira la testa? Tranquilli, anche a me.
Ma noi intanto stiamo di qua, in questo pianeta, un angolino periferico di una galassia chiamata Via Lattea. Siamo su un pianeta dal nome terra a fare scoperte, a sviluppare tecniche e conoscenze che ci permettono di fare un po’ di luce con poco più di un fiammifero sul buio cosmico. E ci facciamo domande. Ma nel nostro piccolo fiammifero, con cui facciamo abbastanza luce (acquisiamo conoscenza), che chiamiamo cervello umano, ci sono circa 86 miliardi di neuroni e 150 mila miliardi di sinapsi. Vi gira la testa per il numero di galassie e di stelle? E qui?
L’universo è il massimo della semplicità (pochi elementi: idrogeno, elio e poco altro e una forza misteriosa: la gravità). Un singolo uomo è più complesso di un’intera galassia. In altre parole, una galassia è enormemente più grande, un uomo enormemente più organizzato.
Per continuare, affronto una questione che ogni tanto salta fuori: siamo soli nell’universo? Figuriamoci, si pensa comunemente, di là certamente ci saranno gli alieni, insomma altre civiltà, magari anche più avanzate. Noi tuttavia non abbiamo nessuna possibilità di incontrarli se non nei film di fantascienza dove ci appaiono come “mostri”, cioè proiettiamo su di loro il nostro “brutto” (e quindi li rappresentiamo a forma di repellenti insetti) e il nostro “cattivo” (gli alieni vengono per distruggerci o sottometterci e, infatti, ci vuole l’eroico Presidente di Independence Day a salvarci!).