Per allargare un po' lo sguardo farebbe bene sapere che in Italia ogni persona consuma mediamente 220 litri di acqua al giorno; negli Stati Uniti la media è di 425; i francesi ne consumano 160; i Paesi africani hanno un consumo medio pro capite di 20 litri al giorno, a Gaza il consumo precipita drammaticamente a meno di 5 litri al giorno, mentre in Israele è di 230. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato in 50 litri al giorno il fabbisogno minimo per ogni persona, e questo limite oggi non viene garantito a più di 2 miliardi di persone.
Allora come conciliare eticamente la cupidigia d’acqua che affligge taluni durante il periodo estivo, con queste disuguaglianze presenti nel mondo? La soluzione non sembra difficile, e anzi potrebbe incidere positivamente sulla nostra impronta etica, facendo anche emergere qualcosa di interessante. Sarebbe infatti sufficiente porre un limite di approvvigionamento idrico sulla tessera di distribuzione dell’acqua, all’interno di un arco temporale. Se per esempio ipotizziamo che 12 litri siano il limite massimo per ciascun cittadino, ecco che, raggiunta quella soglia, la tessera non consente di andare oltre, interrompendo la fornitura diciamo per 30 minuti.
E così se hai l’assoluta necessità di riempire 36 bottiglie dovrai avere la pazienza di aspettare quella mezz’ora che separa la tua bramosia dal tuo senso civico: nel frattempo però lasci spazio anche agli altri, e avrai modo di riflettere sulle diseguaglianze che sono presenti nel mondo per l’approvvigionamento idrico (ci sono villaggi in Africa dove bisogna camminare per decine di chilometri prima di arrivare a procurarsi l’acqua). Tuttavia potresti anche avere molta sete, poca pazienza, nessun rispetto per chi è dopo di te, ma un cuore immenso. Ecco allora che in questo caso ti sarà data la possibilità di forzare il sistema e passare dalla modalità cittadino a quella di consumatore, soltanto che, in questo caso, avendo scelto di privilegiare il prezzo e non il valore dell’acqua, ogni litro superiore ai 12 ti verrà a costare, diciamo, tra i 3 e i 4 euro. Una cifra enorme penserai?
Assolutamente no, perché è la cifra che riesce a conciliare il tuo irrefrenabile desiderio di acqua, con la tua predisposizione empatica nei confronti delle realtà meno fortunate. Quel surplus infatti il Comune non lo utilizzerà per fare cassa, ma per finanziare la costruzione di pozzi nelle aree più povere del mondo, e ti sarà pertanto profondamente riconoscente, giacché la tua sete contribuirà ad alleviare le sofferenze delle popolazioni più sfortunate.
Ovviamente continueranno ad esistere quelli nati furbi che per aggirare l’ostacolo preferiranno acquistare due, tre, quattro tessere per l’erogazione dell’acqua. Ma questo alla fine non farebbe altro che confermare il grado di civiltà di ciascuno: ci sono persone che sono state educate all’onestà, altre alla furbizia, e così per dirla con Cartesio “anche se la capacità di imbrogliare è segno di acutezza e di potere, l’intenzione di imbrogliare è senza dubbio segno di cattiveria o di debolezza”.